TRA IL CIELO E LA PIETRA: Il viaggio del meschino

Punta Spadillo, 91017 Pantelleria
Aug 19 2021 22:00 - 23:59
Biglietti Gratis
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SottoSopra - CDL

IL VIAGGIO DEL MESCHINO

da Gesualdo Bufalino
di e con Miriam Palma
e Nino Giannotta, chitarra classica

CANTO E CUNTO

Tratto da il Guerrin Meschino di Gesualdo Bufalino, in scena Nino Giannotta, chitarra classica e Miriam Palma canto e recitazione.

È un lavoro che riflette sulla condizione della vecchiaia, il lamento del vecchio Puparo, appena il Puparo comincia a raccontare, viene preso dal fuoco dell’arte e rinvigorito, comincia a raccontare rimanendo lui stesso ipnotizzato dalle “sue” parole. La non voce la voce altra, essere assoggettato essere posseduto dalla “sua” voce. La voce dell’altro dall’ alto.

“Cantattrice” e “ricercatrice" da lunga pezza, la Palma, siciliana di Palermo, non smette mai di ascoltare e “registrare” il coté mediorientale dell'Isola a tre punte e dai mille volti e lo fa- specialmente, forse - attraverso quella vocalità “oscillante” che sa di sabbia e preghiera, a metà tra praefica e muezzin acutamente, bizzarramente “assimilato” dalla “Sicilia bionda del miele e purpurea della lava” e con cui, non a caso, l'artista sceglie d'imprimere i primi passi sul palcoscenico, in apertura, complici i suoi quattro “officianti”.

Ed è, quel tremolio ricchissimo di toni e tonalità, talmente capace di narrare che racconta quasi più dei momenti riservati alla parola parlata con cui Miriam precede o commenta il canto. E, nella performance lei scuce e ricuce i pezzi più noti e dunque più compmmettenti di un grande - ideale e reale - Canzoniere siciliano: autentici, insidiosi banchi di prova che se hanno per fortuna evitato, nel tempo, i tònchitirichìtònchitì di certo orribilmente ottimista folk da ristorazione all'aperto, hanno spesso rischiato d'appiattirsi in esecuzioni tutte uguali, troppo uguali, dopo il grande, necessario revival post-sessantottino e diventate, alla lunga, figlie degeneri di padri e madri indimenticati, in testa Roberto Leydi e Giovanna Marini.

Ecco dunque sgranare, come in un rosario laico e mitico,la leggendaria Mi votu e mi rivotu e La virrinedda, Amuri e L'amuri ca v'aju,A la vò e ‘Ntra viddi e vaddi, Lu fbcu di la pagghia e Vitti du rosi. Della prepotente, tragicissima Li pirati a Palermu, poi, Miriam Palma fa un cuntu quasi immaginifico in cui elimina scientemente e temporaneamente il verso “liturgico” di Sicilia, chianci! che di solito sta in coda all'ultimo verso di Ni lassanu a lu scuru, chi scuru per restituirlo quasi come un gran finale, tonante e inappellabile. Una soluzione decisamente interessante e intrigante come la lettum arabeggiante di ‘A curuna a cui non già Otello Profazio ma ancom l'impareggiabile Rosa rendeva giustizia, ricollocandola di diritto in una fiaba pietrosa e lontanissima.

INGRESSO SU PRENOTAZIONE DALLE 20.30 ALLE 21.30. DOPO LE 21.30 SARANNO MESSI A DISPOSIZIONE I POSTI NON RECLAMATI.

COME DA NORME IN VIGORE, SARÁ CONSENTITO L'INGRESSO SOLO AI POSSESSORI DI GREEN PASS

MAX POSTI DISPONIBILI 100.

OBBLIGO DI INDOSSARE LA MASCHERINA ALL'INGRESSO E DI RESTARE AL POSTO SCELTO.

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