Era l'Allodola?

Era l'Allodola?

Luogo

Data

Jul 08 2023 21:30 - 22:45

Descrizione

“ERA L’ALLODOLA? Da un dubbio di ...” Spettacolo finalista al Roma Comic Off 2018 DANIELE MONACHELLA VINCITORE DEL PREMIO COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Una produzione di Mab Teatro col contributo della Fondazione di Sardegna Bando Arte - Pluriennale “Arte, Attività e Beni Culturali” Musica Classica, Lirica e Prosa 2018 e col Patrocinio dell’Università di Cagliari Dipartimento di Filosofia, letteratura, Linguistica - IASEMS Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies

ERA L’ALLODOLA? da un dubbio di ...Tragicomichesilaranti conversazioni di un uomo innamorato di e con Daniele Monachella e Carlo Valle

Guglielmo Scuotelapera “al secolo” William Shakespeare versus il suo analista Dottor Trìnculo. Il tormentato e sedicente bardo attraversa un momento di crisi e porta in superficie uno degli interrogativi più ambigui del suo repertorio: Era l’allodola?. Un irriverente gioco delle parti dove la letteratura e l’amore descrivono la follia e la follia fa sbocciare l’amore, conducendo lo spettatore a ritmo serrato verso il terreno dell’assurdo, dell’illogicità, dei vizi e dei paradossi della società contemporanea.

RECENSIONI

“Era L’allodola? - La mordente pièce di Daniele Monachella, da lui stesso interpretata assieme a Carlo Valle, attore altrettanto incisivo, offre un’ intelligente rivisitazione di alcuni tra i più intensi luoghi testuali del teatro shakespeariano, rievocati con grazia e arguzia e attualizzati in chiave comico-ironica di grande efficacia. Il filo tematico che lega i diversi momenti della performance discendono dalla quinta scena del terzo atto di Romeo and Juliet, in cui il canto dell’allodola, annunciante il chiarore dell’alba ai due giovani amanti che hanno appena consumato l’unica notte del loro amore, segna anche il loro amaro e ineluttabile destino. Un momento tragico dunque, che invece dà luogo a un intreccio di allusioni e citazioni che riportano in scena, è il caso di dire, l’’ironia della sorte’ come esperienza di vita, di riflessione e di recitazione. Meditare o divertire? Dilemma risolto.” Professore Angelo Deidda Dipartimento di Filologia, Letteratura inglese, Linguistica Università di Cagliari

“Pièce formidabile: ben costruita, con un ritmo che non conosce momenti di stanchezza, divertente ma mai con scadimenti nella farsa; le citazioni da Shakespeare non appaiono forzate, ma rientrano perfettamente nella logica, o pseudo-illogicità, dei personaggi e della situazione. E poi è recitato benissimo riuscendo a trascorrere con naturalezza dal comico al potenzialmente tragico, dal dialogico al riflessivo e meditativo. Vi ringrazio per avermi offerto il privilegio di assistere alla prova generale di una rappresentazione che merita di non fermarsi solo sui palcoscenici della nostra isola.”

Prof. G. Serpillo Università di Sassari Facoltà Lingue e letterature straniere

“Nell’ambito di MilanoBookCity al Teatro Franco Parenti una bomboniera teatrale di alto livello con Daniele Monachella autore e attore. Brillante e colta parodia psicologica basata su uno spunto Shakespeariano.” Alice Cappagli (Feltrinelli)

“Ieri a Milano, al Teatro Parenti, ho visto questo spettacolo scritto e interpretato da Daniele Monachella e Carlo Valle. Meraviglioso. Un testo denso e potente e due recitazioni intense. Il tutto ha proprio meritato il lungo applauso finale.”
Matteo Severgnini RSI Svizzera

“Un testo davvero raffinato. Reso ancora più piacevole dalla recitazione mai scontata e mai banale dei due attori. Daniele Monachella gioca su tutte le corde del suo bagaglio artistico e culturale, sia come autore sia come attore, dimostrando di meritare a pieno titolo il premio di miglior attore protagonista ricevuto al Roma Comic-off del 2018 proprio con lo spettacolo "Era l'Allodola"; Carlo Valle, si conferma ottima spalla con ampi sprazzi da protagonista: insomma un nuovo Gianni Agus in crescita. Il testo attinge alla commedia dell'arte con numerose trovate che entusiasmano il pubblico. Monachella e Valle non recitano ma improvvisano i dialoghi in scena, dando vita ai due personaggi che portano sul volto le maschere dello scrittore esasperato e schiacciato dalla sua fama, e dello psicanalista consumato dalla ...psicanalisi. Del resto chi di noi non sogna di essere Shakespeare o Freud? Da vedere e applaudire.” Gianni Garrucciu RAI


IL PUBBLICO

“Divertente, emozionante, carismatico”

“A tratti esilarante, a tratti commovente, godibilissimo! Gli attori magnifici, un meritatissimo e lungo applauso”

“Magnifico, esilarante, ironico e a tratti molto pungente”

“Geniale, originale ed esilarante. Il tempo è trascorso tra le risate, il divertimento e l'attesa di ciò che sarebbe accaduto tra i due protagonisti che, da soli, hanno gestito magistralmente lo spettacolo! Complimenti, assolutamente da vedere!”

“Al teatro Franco Parenti, Milano, 16 novembre 2019: uno spettacolo veramente gradevole, due artisti molto preparati che sono riusciti ad intrattenere il pubblico in modo simpatico, divertente, intelligente, mai volgare né banale complimenti a Carlo e Daniele, bravi, bravi, bravi!”

“Uno spettacolo divertente e piacevole, mai scontato. Viaggia sui confini della delicatezza con un umorismo semplice e mai volgare. Adatto anche ai ragazzi che hanno modo di conoscere Shakespeare da un altro punto di vista. Due professionisti che hanno saputo tenere il palco per due ore con una scenografia minimalista...”

“Shakespeare ha un problema. Ama l'amore o no? Perché, se ama l'amore come sostiene, perché lui, il più grande scrittore di "frasi dei Baci Perugina" del mondo, poi fa morire Romeo e Giulietta? E di fronte ad un analista "sui generis" (che ha carpito una laurea, o forse no), Shakespeare si confessa. O almeno ci prova, in un sulfureo dialogo composto di citazioni di se stesso e di considerazioni sull'arte e sulla nostra epoca che avrebbe bisogno di ascoltare ancora, più che le parole, il modo di parlare del Bardo per ritrovare un po' di umanità. Il risultato è esilarante e un pochino triste insieme, perché l'orizzonte in cui si dibatte il povero signor Scuotelapera, fatto di miserie ridicole serissime, indica alla fine una vita senza Shakespeare, cioè senza amore, quello con la A maiuscola, che forse poco ha che vedere con l'esistenza di ogni giorno ma la cui presenza è necessaria. Senza sentimenti, che ci farebbero trovare la bellezza, e senza parole per esprimerli. Daniele Monachella e Carlo Valle sono strepitosi in una pièce elegante e intelligentissima, a tratti seria e "shakespeariana" ma in un modo che piacerebbe a the Swan of Avon, prendendo strade inaspettate che non forzano una risata liberatoria ma la rendono naturale, come avviene nelle grandi tragedie. Se fate poi una qualche gaffe in sala, Daniele Monachella va avanti a soggetto. Ed è strepitoso anche in questo.”

“Prendete due amanti, non due amanti qualsiasi ma Romeo e Giulietta, dopo la loro prima notte d'amore! Essi si dovevano separare all'arrivo dell'alba, e il desiderio era ancora forte. Si sentì il canto di un uccello, Giulietta credeva che fosse l'usignolo, che canta ogni notte vicino al melograno del suo giardino, ma Romeo l'aveva sentito bene, era l'allodola, messaggera dell'alba, e bisognava andare! Ecco il prequel dello spettacolo di Daniele Monachella. Il protagonista è niente po' po' di meno che Guglielmo Scuotelapera cioè William Shakespeare, in piena crisi esistenziale ed artistica; scrive i suoi versi su un taccuino con una piuma intinta di sangue e si reca dallo psicologo Dottor Trìnculo, ma lui cambia l'accento provocando l'ilarità del pubblico. Il consulto è lungo e faticoso, l'anamnesi contorta e ricca di colpi di scena, gag comiche e richiami all'attualità in cui emergono i caratteri della società moderna: la realtà virtuale dei social, la pubblicità, la logica del denaro e del successo. I dubbi che assillano il drammaturgo sono tanti, ma se fosse l'allodola oppure l'usignolo è quello più stringente, perché avrebbe potuto cambiare le sorti degli amanti e della letteratura mondiale!


Con il procedere del dialogo, lo psicologo appare sempre più confuso e fragile, lo scrittore è in preda ai suoi dubbi ma ha dalla sua ben 455 anni di onorata carriera, durante i quali le sue opere sono state lette e messe in scena. Eppure qualcosa non quadra, finché non si arriva alla fine dello spettacolo improntata sulla logica decadente (Pirandello con Svevo docet). Chi è il sano e chi il malato, chi il saggio e chi il folle, in un eterno scambiarsi delle parti che la vita ci assegna?


In questo spettacolo il tragicomico strappa la risata e diverte facendo riflettere. Carlo Valle è uno psicologo credibile, con i tic e le manie di chi investiga la mente degli altri per sfuggire alle proprie nevrosi. Daniele Monachella ha un carisma comico che esplode nelle parti di meta teatro in cui coinvolge il pubblico, improvvisando numeri che strappano l'applauso a metà scena. L'improvvisazione è il suo pane quotidiano, pronto a cogliere ogni reazione del pubblico per trasformarla in spunto ridicolo. È uno spettacolo che alleggerisce, seminando tracce di drammaturgia e humor inglese.”

Organizzatore

Luogo dell'evento

Palazzo Ducale Palazzo Ducale, Piazza del Comune, 07100 Sassari

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